Recensioni, critiche, commenti e interpretazioni  

       Pensiero su “Sogno” di Enrica Del Neri - Immerso in questo travolgente e ricco mare di colori, di vitalità e di forme del mondo dell'artista, espressione della sua prorompente creatività e fantasia, mi sono soffermato di fronte a “Sogno” (D-85-01 Sogno), opera al tratto in bianco e nero di finezza grafica estrema, caleidoscopica, di straordinaria eleganza stilistica. Raccolta in un divano-conchiglia come all'interno di un utero materno, solo apparentemente rassicurante, si sviluppa una rappresentazione onirica in cui appare la contrapposizione tra il volto disteso e l'atteggiamento naturale della donna che dorme, con gli elementi dell'abito, nelle cui pieghe la figura femminile è capovolta, avviluppata in un intrigo di immagini di sottile erotismo ed elementi conturbanti: mascheroni, occhi, gnomi.
    Quasi a scandire il passaggio tra la veglia ed il mondo dei sogni, sul collo si apprezza una inquietante farfalla, lieve simbolo di poesia, regina di leggiadria e dei sogni dell'infanzia, qui riversa e quasi sfinita, con le sembianze di mantide che ama e uccide l'oggetto del suo amore.  Sensuale è l'abbandono del piede nudo che scivola dal divano, incerto se arrivare a toccare il suolo, sentito come temuto ritorno alla realtà.
 Centrale nella composizione risalta ammaliante la veste che ricopre la donna: comeuna labirintica rappresentazione del regno delle sue fantasie inconsce sembra protendersi verso l'illusoria superficie dell'opera, quasi a volerla penetrare per uscire ad avvolgere, afferrare nelle sue volute l'osservatore. (Dr. Livio Filippi, Medico Psichiatra, Psicoanalista Freudiano)

       Lettura di "Aspetto - Attesa" di Enrica Del Neri - Entrare nella simbologia dell’Artista senza conoscerlo di persona è un'impresa ardua e quasi impossibile. Se lo si conosce profondamente, l'interpretazione diventa invece una violazione dell’etica.
            L'arte, nel momento in cui viene resa pubblica, a mio giudizio, smette di appartenere al suo creatore e diviene patrimonio condiviso. Pertanto
 non effettuo un tentativo di analizzare l'Artista, ma esprimo solo le emozioni  che le sue opere attivano nel mio mondo simbolico.  L'immagine in primo piano dell'opera che ho scelto (Q-93-04 Aspetto-Attesa) è quella di  una donna contornata da una cornice, forse rinchiusa in una cassa nell’attesa di essere svegliata o attivata, sospesa tra cielo e mare. Il simbolismo che l’avvolge rappresenta un mistero iniziatico e la colloca in una dimensione intermedia tra erotismo e santità, tra donna madre e donna oggetto di desiderio, contesa tra l'aureola del divino e le forme provocanti di un’amante addormentata. Il nodo d’amore intorno al collo la vincola in una dimensione di infinito perfetto, dove le parti contrapposte confluiscono in un solo divenire. La chiocciola, simbolo di femminilità, lascia fuggire piccole stelle marine rosse che evadono dalla cornice come dolci rimpianti autorigeneranti o come lacrime di sangue che gocciolano lontano… 
           E il pesce, esangue, si trova appoggiato sul morbido seno a proteggere o, forse,  a nutrirsi? Ma la donna?  dorme.  appoggiata a funi dalle quali non è legata:  è’ libera, ma sceglie di restare... in attesa. (Dr. Enrico Bossi, Medico Psicologo Psicoanalista Adleriano - Dicembre 2008 )

       Enrica Del Neri è approdata giovanissima ad uno stile pittorico personale, con incidenza di ispirazione surrealista, dove colore e forme si intricano e si diluiscono guidati da una tecnica curata e minuziosa.  La bellezza è il tema dominante dei suoi quadri: bellezza irreale e surreale al contempo. Forme femminili intricate di veli e lacci dalle quali emerge una nota sfuggente di voluttosità garbata e piacevole, senza mai trascendere oltre. Le suggestive emozioni derivanti dalla musica e dalla danza sono la base della "visione" cromatica di Enrica Del Neri, indice di una personalità esuberante con il colore della vita: dai suoi quadri sembra emergere - e pare di respirare - il profumo del mare, della terra, delle rocce, degli alberi, degli animali. Le sue tele vengono irrorate da un oceano di colori e il risultato delle sue esperienze è sogno, estasi: è un rito, una cerimonia senza protagonisti, all'infuori di lei, presso l'altare dell'arte.  (Lucio Cabutti, 1993)

       La donna del mare (Manuela Prota) - Nei primi anni Novanta Enrica Del Neri svolge ripetutamente il tema della donna e del mare. La figura femminile vive questo rapporto con l'ambiente naturale in una serie inesauribilmente variata di modi. Lo scenario trova la sua situazione più emblematica nella relazione tra terra e acqua, spiaggia e onde, roccia e superficie marina, e nella loro linea di confine sempre mobilissima e trasformata dal ritmico fluire e rifluire del moto ondoso. Ma in altri quadri la figura si immerge e nuota sott'acqua, e in altri ancora riemerge dopo essersi sentita temporaneamente come una creatura marina; si affida alla luce solare, e si adorna di pesci, alghe, conchiglie, come per sottolineare attraverso il significato simbolico del costume la propria identificazione con la vita originaria del mare...... (clicka su "La donna del mare" per leggere l'intera recensione)

     
  L’Esistenza e l’Altrove (Lucio Cabutti) -  Poco più di un anno e passato da quell'aprile del 1994 in cui la mostra personale di Enrica Del Neri alla galleria Area di Torino proponeva un confronto fra i tre principali aspetti della sua creatività artistica: la referenza della memoria surreale, la comunicativa dell'immaginario medialista di massa, e la sperimentazione di eventi proiettivi attraverso la linearità della grafica. Prima di allora, la pittrice aveva partecipato saltuariamente ad alcune esposizioni, con un grado, però, di coinvolgimento e di innova­zione individuale meno intenso e continuativo di quello dimostrato dalla svolta della rassegna torinese. Dopo di allora, infatti, si è assistito a un ampliarsi delle presenze espositive, in un alternarsi di personali e di collettive mirate, come quella su "La realtà replicata, fra mimesi classica e creatività telematica" al Teatro Sociale dell'Arte di Borgomanero, e quella su "Il Diluvio Immaginale, fantastiche ali fra l'inconscio e la scienza" al Pac di Torino. Complementari a tali mostre e ai relativi cataloghi...  (clicka su "L'Esistenza e l'Altrove" per leggere l'intera recensione)

       Il punto sottile del tempo (Enzo De Paoli) - Il sogno è una seconda vita" scriveva Gérard de Nerval, per il quale conseguentemente la pittura non era altro se non "il travaso del sogno nella vita reale".Ciò che i romantici avevano intuito, fu in seguito diffusamente rivelato dal surrealismo, che ebbe come suo scopo la trasformazione radicale dei modi di sentire e concepire l'esistenza: "Il mondo diventa sogno, il sogno diventa mondo" (Novalis).È in un alveo surreale che si muove, vive, lavora, dalla metà degli anni Settanta alla metà degli Ottanta, Enrica Del Neri, unendo la fantasia visionaria e manierista di Salvador Dalì al colorismo intenso di André Masson.
    Le donne che compaiono nei suoi dipinti, fiabeschi autoritratti o avvincenti identificazioni, con qualche reminiscenza simbolista, caratterizzano... 
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       Sulla spiaggia di Citera (Lucio Cabutti) - Nel senso delle "tracce organiche" individuate nel sogno da André Breton, la pittura di Enrica Del Neri segna e riflette una organicità sommersa che unisce indissolubilmente le strutture dell'immaginario alla comunicativa delle immagini. Anche in una recente intervista, oltre che nello spazio vitale delle opere, la pittrice ne ha specificato questo carattere spontaneo: attraverso l'acrilico su tela o la china su carta, la scioltezza di una creatività sentita come "naturale" si traduce in quella che essa denomina "la storia del momento"; ossia nel racconto metaforico dell'interazione istantanea fra stati o moti dell'animo e peculiarità delle forme espressive: "tutte trame", dice infatti, "che mi vengono sul  momento".    Sono storie di figure femminili, personaggi o autoritratti.... (clicka su "Sulla spiaggia di Citera"  per leggere l'intera recensione)

       Riproduzioni Fotoserigrafiche e fototipografiche d'artista fra surrealtà e medialismo  (Lucio Cabutti) - Enrica Del Neri dipinge e disegna dagli anni Settanta con uno spirito fantastico e capriccioso, che unisce il fascino delle autobiografie alla realtà dell'immaginario. Nata in Liguria, a Spotorno, da madre emiliana e padre friulano, ha trovato, nella rappresentazione del mare e del rapporto tra la donna e il mare, un tema rilevante del suo repertorio, ma raffigura anche paesaggi e fiori, ornamenti favolosi, maschere e costumi e... (clicka su "Riproduzioni Fotoserigrafiche"  per leggere l'intera recensione)

        Piemonte Artistico e Culturale - Il Piemonte Artistico e Culturale ospita per la prima volta un'articolata mostra personale antologica di Enrica Del Neri, un'artista che vive e opera a Settimo, vicino a Torino, dove sviluppa da anni un'esperienza spaziante con spontanea libertà dai territori arcani dell'immaginario a quelli più espliciti dell'esistenza quotidiana.  La sua vicenda creativa si è svolta seguendo questo filo... (clicka su "Piemonte Artistico e Culturale"  per leggere l'intera recensione)

       Belgirate La Vista sul Lago - Prosegue quest'anno, con la mostra di fotografie d'epoca "Le maschere e i volti", la riproposta delle immagini di Belgirate iniziata nel 1997 con l'esposizione delle cartoline d'epoca della col­lezione di Sergio Gandini. Alla riflessione sulle immagini e sulle figure fra lo scorcio dell'Ottocento e la prima metà del nostro secolo si affiancano però nel 1998 ulteriori iniziative più mirate al presente come al futuro. 
       A incominciare dall'apertura del Parco Comunale di Villa Conelli, dove alcuni interventi "alla giornata" di artisti e gruppi contemporanei valorizzano ulteriormente que­sto nuovo spazio. Numerose altre mostre bisettimanali aperte in diversi altri luoghi completano poi il calendario delle manifesta­zioni artistiche di Belgirate. Fra queste, la personale di Enrica Del Neri nel Palazzo Municipale, a tre anni di distanza dalla grande mostra personale antologica dell'artista organizzata dalla Regione Piemonte a Torino nel 1995, ne riconferma la continuità di lavoro e il rinnovamento creativo, che proprio nelle immagini della natura e dell'acqua, del mare e del lago, trovano alcune delle visioni simboliche più suggestive e intense. Come "atelier di arte e natura", Belgirate diventa così protagonista di una artico­lata rassegna di mostre, che con il titolo di Il Diluvio Ipermediale" costituiscono la sua prima "Biennale in La Maggiore". Lago Maggiore compreso, naturalmente. (Gianfranco Borroni Sindaco di Belgirate)

       Belgirate – La Vista del Lago - La vita come incapricciato specchio e passaggio fra lidi cosmici e ludi cosmetici: per Enrica Del Neri la pittura e il disegno riguardano l'identità, la natura, il mare, il fantasticare, la bellezza come fascino e come ornamento. I suoi modi volubili di farsi pittrice e inquieta grafica non cedono alla continuità iterativa del mestiere, ma credono in una idea lontana dell'arte come impulso, estro, intuizione; e ne immaginano riattualizzate conseguenze. Il riscontro autobiografico, il senso improvviso dell'evento estetico e la dimostrazione tecnica di bravura sono fra i motivi ricorrenti della sua visione traslata, e ne registrano le apparizioni come....  (clicka su "Belgirate - La Vista del Lago per leggere l'intera recensione)

 

Hanno scritto di Enrica Del Neri

 Lucio Cabutti, Giuseppe Nasillo, Nevio Boni, Ennio Donaggio, 
Sandro Sandri, Maria Chiara Rossello, Vittorio Bottino, 
Vincenzo Mendogni, Manuela Prota,
 Enzo De Paoli, Enrico Bossi, 
F. Lucertini, Livio Filippi
Italo Del Neri

               e, ancora, di lei hanno scritto:


    Enrica Del Neri gravita nel filone surrealista e le sue tele si aprono su scenari da fiaba popolati di personaggi onirici; nei suoi lavori il segno procede libero, sciolto, dipanandosi in volute insinuanti che riecheggiano una sorta di neo-liberty, filtrato attraverso le esperienze di Tanguy, di Daly e di una certa fumettistica orientaleggiante"
P. Mendogni (Il Resto del Carlino, Settembre 1975) 

    "Questa pittrice di Spotorno ha doti coloristiche di rilievo ed una spiccata inventiva: due fattori che le permetteranno di percorrere senza traumi la strada che ha intrapreso"
A. Graglia (Informazione Arte, Giugno 1975)

Antonio Oberti (Monografie di Informazione Arte, Torino 1975)
G. Cavazzini (Gazzetta di Parma;Settembre 1975) 
Mariachiara Rossello (Informazione Arte, Aprile 1975)

Sandro Sandri   Rivista Dimensione Democratica (Torino 1975) 
"Va ravvisata ed evidenziata nelle opere di Enrica Del Neri innanzitutto una gioia esuberante del colore, la quale da sola è in grado di trasformare le composizioni in smaglianti favole che hanno un qualcosa di misterioso…Enrica Del Neri è  artista  del colore, così come potrebbe  essere  coordinatrice  di  movimenti musicali; la pittura è infatti per lei veicolo di sensazioni mobili in una coreografia che è fatta tanto di colori quanto di suoni"

Giuseppe Nasillo (Controcampo. Rassegna di Lettere ed Arti, anno II-N. 1)
A. Graglia, Rivista Le Monografie di Informazione e Arte (Torino 1975)
Giuseppe  Nasillo (Rivista Il Narciso n°2 anno VIII, Torino 1975)
Maria Chiara Rossello (Rivista Informazione Arte, Torino 1975)
Giuseppe. Nasillo (Rivista Controcampo n°1 anno II, Torino 1975)
V. Bottino (Cinema Arte Sport, Torino 1975)
A. Graglia (Rivista Informazione Arte, Torino 1975)
V. Mendogni (Resto del Carlino, Parma 1975)
Giuseppe Nasillo (Rivista Arte Italiana per il Mondo, Torino 1975)
Vincenzo Bottino (Corriere di Torino e Provincia, Torino 1976)
Maria Chiara Rossello.  (Informazione Arte, Torino 1976)
Nevio Boni (Stampa Sera, Torino 1976)
Giuseppe Nasillo (Rivista Informazione Arte, Torino 1976)

Rivista Il Pannunzio (Torino 1975)
Catalogo Bolaffi n° 11 p.74 e p.297 Vol I, (Torino 1975)
La Gazzetta di Parma, Parma 1975 (G.C.)
Rivista Dimensione Democratica (Torino 1975)
Rivista Bolaffi Arte (Torino 1975)
Rivista Informazione Arte (Torino 1976)

"Nel senso delle “tracce organiche” individuate nel sogno da André Breton, la pittura di Enrica Del Neri segna e riflette una organicità sommersa che unisce indissolubilmente le strutture dell'immaginario alla comunicativa delle immagini…Sono storie di figure femminili, personaggi o autoritratti variamente traslati, fiori e paesaggi fantastici o anche reali che spesso innescano reazioni a catena fra associazioni di idee e di invenzioni figurali"
Lucio Cabutti ( “Sulla spiaggia di Citera”, in Col mare a fior di pelle, Catalogo della mostra personale di Enrica Del Neri, Torino, 8-30 aprile 1994 , Galleria Area arte contemporanea, edizioni Onda Blues)

    "Nel secolo scorso “Le déjeuner sur l'herbe” di Édouard Manet era parso eroticamente provocatorio per avere accostato all'aperto in un paesaggio il tema del nudo femminile e quello della figura maschile vestita. Oggi l'accostamento, non provocatorio ma mirato alla costruzione celebrativa dell'immagine della donna, avviene tra una sorta di collage pittorico che innesta uno spazio intimo in uno spazio all'aria aperta: la figura vestita si ostende sulla riva del mare e si espone agli spruzzi delle onde portati dalla brezza oltre che all'attenzione del pubblico che vede l'opera in galleria"
Manuela Prota (“La donna del mare”, in "Col mare a fior di pelle", cit.)

    "Le donne che compaiono nei suoi dipinti, fiabeschi autoritratti o avvincenti identificazioni, con qualche reminiscenza simbolista, caratterizzano significativamente un mondo onirico, popolato da leleggiadre presenze. In un'atmosfera magica, la loro bellezza assume i connotati misteriosi di un arcano sogno, al di là di qualsiasi limite spaziale e temporale"
Enzo De Paoli ( “Il punto sottile del tempo”, in Col mare a fior di pelle, cit.)

    "Enrica Del Neri ha trovato nei maestri del surrealismo (e specialmente in un protagonista eterodosso e popolare come Salvador Dalì, ma anche in Max Ernst per quanto riguarda le procedure di scoperta proiettiva delle immagini) uno stimolo scatenante, liberatorio e figurale del proprio immaginario. Sarebbe peraltro inadeguato etichettarla come surrealista, almeno nel senso dello schieramento storico bretoniano connesso al manifesto del 1924; troppi ricambi generazionali e troppe distanze d'epoca la separano dalla tensione rivoluzionaria di quel tempo “altro” e di quella poetica dell' “altrove”, accanto alle visibili affinità. La pittrice non è una replicante, ma una interprete che si avvale della tradizione surrealista insieme ad altre sollecitazioni tradizionali e innovatrici, e ne fa confluire terminologie e iconologie surreali in una visione molto più proiettata sulla virtualità del reale.
    Nel suo linguaggio estetico intervengono anche, infatti, fra passione e ironia, consonanze con la fantascienza e il fumetto, l'autobiografia, l'ottica pittorica e i termini della comunicazione di massa, eredità simboliste e fotoromanzesche comprese"
    Lucio Cabutti, L'esistenza e l'altrove , Mostra personale antologica di Enrica Del Neri, a cura di Lucio Cabutti, Torino, 6-20 giugno 1995, Piemonte Artistico e Culturale, Realizzazione Omega Arte)

    I quadri di Enrica Del Neri si esprimono attraverso uno stile unico, che sembra essere la perfetta fusione tra l'arte surrealista e quella giapponese. L'ambientazione marina fa da sfondo a una donna simile ad una sirena, che guarda  l'osservatore con uno sguardo sensuale ed ammaliante, sdraiata a riva su un letto di fiori colorati. Sembra nata dalla schiuma delle onde come la dea Venere e,grazie ad una meravigliosa tecnica artistica curata, minuziosa e dettagliata, dietro di lei viene rappresentato un oceano di colori, ponte di collegamento tra il sogno e la fantasia.  (Salvo Nugnes, Presidente di Spoleto Arte, 24 settembre 2017)